Added by on 21 agosto 2017

Alessia la dea del sesso

Lo vidi fermarsi davanti alla mia classe e capii che vi stava entrando. Durante la notte a turno mi svegliavano chi per un pompino, chi per chiacchierare. apri la bocca e fammi sborrare . noi dobbiamo t. Nessuno. mi dice urla quanto vuoi ti spacco il culo. . . Arrivo, vado a prendere la roba. Poi sentii Laura dire “si ti voglio, prendimi, ho voglia di sentirti dentro di me”, lei si tolse e si mise sotto di lui, certo il divano non era il massimo della comodità, ora il cazzo di Josef era di nuovo in piena erezione, credevo che la scopasse da subito, ma lui prese di nuovo a leccarle la fica, ebbi subito un’erezione violenta, il sapere che lui stava succhiando la mia sborra mi fece impazzire di goduria, presi a masturbarmi, nel mentre vedevo la bocca di lui immersa tra i peli della fica di lei, lo sentivo succhiare, Laura si dimenava dalla goduria, poi lui si portò sopra di lei e prese a scoparla, ora vedevo benissimo il suo cazzo entrare e uscire, poi si fermò un attimo, spinse dentro piano, capii che era sua intenzione capire fin quanto poteva spingersi dentro senza farle male, infatti in quella posizione lui entrò completamente dentro, riprese a pomparla più velocemente, ora entrava tutto senza che lei provasse dolore, intanto la sua mano stringeva un seno, portò le sue labbra sul capezzolo e prese a succhiarlo, sentivo Laura miagolare come un gatto, sapevo che da lì a poco avrebbe goduto e fu così, subito dopo si mise alla pecorina, lui si eresse in piedi e prese a pomparla da dietro, intanto lo vidi far scendere la saliva tra le natiche di lei, la sputava direttamente senza prenderla prima nelle dita, poi vidi il suo dito profanare lo sfintere di lei, immaginavo già cosa sarebbe accaduto da lì a poco, infatti lui si sfilò da dentro, prese l’asta e poggio il glande sul buchetto, spinse diverse volte, ma le urla di lei lo fece des****re, Laura non era della stessa idea, si tolse e disse a Josef di attendere un attimo e senza spiegarsi oltre salì in camera, mi baciò e mi disse, ora prendo la cremina, si dissi brava fatti sfondare tutta, però mettiti in una posizione che io possa vederti, così come eri ero io non posso vedere. Il suo respiro farsi più rapido e affannato. Ogni volta si stringeva sempre di più, sorrideva e continuava a parlare con noncuranza. spingono la mia testa ad ingoiare il bastone di carne. Mi ordinarono di alzarmi e di togliermi la gonna e la camicetta, poi quando lo videro mi dissero di levarmi il perizoma. Mangiafuoco riconobbe la mia macchina, chiese i soldi e poco dopo, passando da un ristorante scendemmo, in un cunicolo con delle sale ampie ed illuminate scarsamente dove si intravedevano molte donne vestite da suora e molti uomini vestiti con fruste e flagelli che esibivano, per il resto i loro enormi cazzi. Durante la lezione di matematica alzai una mano per andare al bagno. Oscar per favore. Senza accorgermene mi ero messo chino sul bancone della cassa, poggiato sui gomiti, la schiena inarcata e il culo inevitabilmente all’aria.

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