Added by on 6 settembre 2017

L'amico del Liceo

Mi chinai in avanti, presi la testa di Carlo e lo baciai sulle labbra, mi alzai, presi in mano il suo dolcissimo cazzo duro e sorrisi: “Diventerai un magnifico succhia cazzi” Lui abbassò lo sguardo arrossendo timidamente. – “Allora, ho fatto preparare in camera un tavolo per due, abbiamo cenato e poi abbiamo fatto l’amore, vuoi i dettagli?”; – “Si…”; – “Ti stai masturbando?”; – “Si, ti immagino mentre scopi con lui, raccontami qualcosa, fammi venire ti prego…”; – “Prima gli ho leccato i piedi mentre mi masturbavo, lui mi scopato culo e figa con i vibratori mentre lo facevo, quello nero dietro, mi faceva male ma era bellissimo, ho avuto un orgasmo quasi subito, quelli profondi che ho io, hai presente…;” – “Mmmmm che troia che sei S. era raggiante e felice, mi stringeva sempre la mano lasciando a P. e la trovai davanti al portone che mi aspettava, salì in auto e mi baciò teneramente, dicendomi: – “Avevo tanta voglia di stare con te, scusami per non averti avvisato che non ero rientrata. . Quando raggiungemmo il limite della radura mi portai un dito alle labbra per raccomandare il silenzio. . anche se non si capiva se piangeva di dolore e rideva in maniera isterica per lo spavento. Ci mise un attimo a venirle in faccia. . Poi mi porto in salotto, dove trovai le quattro signore già armate dei loro strapon e di mascherina. Poi dette il segnale e le 4 donne mi si buttarono addosso come un branco di lupi affamati; una di loro iniziò a masturbarmi, una mi prese le palle in mano, le mordeva e le tirava a dismisura, una mi salì sulla schiena, rivolta verso il mio culo, cercava di dilatare al massimo le chiappe per far entrare la quarta. Subito mi ritrovai a 90 gradi sul tappeto al centro del salotto e la prima cercava di saltarmi a dosso; fortunatamente la mia amica la bloccò per permettermi di essere lubrificato a dovere. ci possono vedere, dai fermati. , adoro sentire che me lo chiedi e sapere che ti piace così tanto, sei una grandissima troia, la mia troia. Roberto si rivolse a Bruno, si mise una mano sull’anca e scosse impazientemente l’erezione un paio di volte. . ”; – “Ok piccola…”; – “Devo telefonare a P. iniziò a muovere quella spugna su ttutto il cespuglietto di giulia

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