Added by on 26 agosto 2017

Un Infermiere a domicilio: Marco e la pubalgia

È la mia posizione preferita, essere montata come un a****le, completamente sottomessa al volere del mio uomo era ciò che di più adoravo, e lui in poco tempo lo aveva capito. Come ti ho detto sono vere e proprie prove, voglio totale fiducia in me, niente esitazioni. “Mio Dio il pranzo!” Sono io che impreco. “Giù! Stai giù!” Passi la mano dietro la schiena fai scendere la cerniera del tu vestito. Ora i formaggi è da ieri che ci penso. Fortunatamente (si fa per dire) la pancia comincia a farmi male e l’erezione svanisce. Allunga una mano verso i miei genitali e li carezza dolcemente; poi si rivolge a me: “Ti piace, vero? Contro ogni logica, contro ogni schema mentale, contro ogni sentimento tutta questa situazione ti piace da morire. Jeans attillato, tacco dodici e una camicia anzi una canotta o qualcosa del genere, ma gambe, culo fianchi, tette erano tutto un programma. Finito il lavoro ritorno a casa per farmi una doccia ed aspettare, non ho il tempo di rientrare e farmi una doccia, oggi il caldo si è fatto sentire bene, suonano alla porta. – Hai un buco maledettamente stretto. Ti avevo quasi messo da parte, mi ero quasi dimenticato di te, mi ero tuffato nel lavoro, adesso riemergevo ed ero lì a godermi la visione. Tutto è pronto

Sure:
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